il costo caro della vita non giustifica l rsquo acquisto di merce illegale

Il costo caro della vita non giustifica l’acquisto di merce illegale

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Redazione Liceo "Novelli" di Marcianise (CE) - Team Roses

Intervista a Luigi Russo, operaio presso un corriere, che abbiamo incontrato poco prima del suo turno lavorativo

Il Team Roses ha scelto di intervistare un semplice operaio, dalle umili origini, con un salario nella norma (rispecchiando la situazione economica di un italiano medio) per conoscere meglio il suo punto di vista in merito all’acquisto di merce contraffatta e cosa spinge a incrementare il fenomeno.

Luigi Russo

Luigi Russo

Luigi Russo vive in un piccolo paese in provincia di Caserta. È cresciuto in una famiglia piuttosto allargata, quindi abituato alla condivisione. Da sei anni lavora nel settore dei trasporti per un famoso corriere.

In cosa esattamente, consistono le mansioni che svolge?

“Mi occupo di ‘caricare e scaricare’ come diciamo noi, i camion che si fermano presso il deposito in cui lavoro. Prelevo quindi dalla cassa mobile le merci impacchettate, poi altri colleghi si occupano di organizzarle, a seconda della loro destinazione finale, infine carico tutti i prodotti destinati alla stessa meta, sull’autocarro adatto.

È un lavoro che richiede tanto dispendio energetico?

“Più che fisico, lo sforzo è mentale, non è difficile confondersi e scambiare le destinazioni dei pacchi. Non è sempre stato così, all’inizio lavoravo nello smistamento, occupandomi, con altri miei colleghi, di organizzare i vari pacchi in base alle loro destinazioni finali”.

È mai venuto a contatto con merci contraffatte?

“Beh è probabile, sì. Durante il trasporto i pacchi vengono sballottati, è naturale quindi che non sempre i prodotti ci arrivino intatti. C’è stata perciò qualche volta la possibilità di vedere i contenuti dei pacchi, e non sempre erano oggetti in regola”.

Le è mai capitato di ascoltare qualcuno parlare di un caso di contraffazione? Se sì cosa si diceva?

“Sì ovviamente, a chi non è capitato? Beh un aneddoto recente risale a circa qualche mese fa. Non ha nulla a che fare con il mio lavoro, però con la vostra domanda sì. Mi trovavo in un bar quando ho assistito alla vendita di un pacchetto di sigarette di contrabbando, l’ambulante che stava offendo la merce non proferì neppure una parola, fu solo il compratore a farlo. Però è stato proprio quel silenzio a farmi ragionare. Ormai l’uomo aveva fatto di quell’attività un lavoro e dalla naturalezza con cui lo svolgeva, si poteva comprendere che facesse da molto tempo quel tipo di compravendita”.

Secondo lei cosa si potrebbe fare  per ridurre il fenomeno della contraffazione?

“A mio parere, per la sua produzione è ormai troppo tardi porre un freno, penso sia un fenomeno abbastanza radicato. Per ridurre la diffusione di prodotti contraffatti si potrebbe semplicemente smettere di acquistarne, prendere coscienza della loro pericolosità. Credo che, uno dei motivi per cui si continuino a comprare prodotti illegali, sia perché non ne si comprendono i rischi fino in fondo.

Secondo lei gli effetti negativi inflitti alla nostra economia sono preoccupanti?

“Assolutamente sì, il numero dei posti di lavoro che si tolgono a persone oneste è imbarazzante. Dovrebbe essere reso più chiaro questo aspetto. Tante volte non ci si pensa neppure”.

Secondo lei qual è il prodotto che viene contraffatto più spesso? E perché?

“A mio avviso abbigliamento e accessori, credo sia per la facilità con cui possono essere riprodotti gli originali.

Qual è la sua personale opinione sul fenomeno della contraffazione?

“Sono convinto che sia nocivo. Un male per la società sotto tutti i punti di vista. Non vi sono altre parole in merito, capisco anche che oggi la vita sia diventata cara e le persone facciano quello che possono. Certo questo non è il caso di tutti e non sto assolutamente giustificando nessuno, però posso comprendere. Trovo che alcuni brand, nonostante offrano qualità, siano davvero troppo costosi.

Liceo “Novelli” di Marcianise (CE) – Team Roses: Tommasina Russo, Francesca Petito, Carmen Piccirillo, Anna Vitale, Giovanna Vano

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