Intervista alla prof.ssa Erminia Spiezia

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Le battaglie dei consumatori contro la contraffazione trovano riscontro in sede giudiziaria?

Sicuramente  sì.  Possiamo  dire  che  i  giudici  sempre  più  mostrano  particolare attenzione al fenomeno. Pensiamo, solo, ad esempio, ad alcune pronunce della Corte di Cassazione in materia. In primo luogo, alla sentenza della Cassazione n.28423 del 2012 con la quale il Supremo Giudice ha stabilito che:”Si ha il reato di contraffazione di una merce anche quando si mette in vendita un prodotto che riproduce un marchio identico a quello originale pur se accompagnato dalla esplicita dicitura “falso d’autore” o simile. A tal fine, non è necessario che un singolo cliente sia ingannato, perché la tutela del marchio è apprestata per proteggere la circolazione dei beni, affinché si eviti confusione non fra prodotti, ma, appunto, fra marchi. Ciò che rileva è, infatti, non l’affidamento del singolo nel marchio che individua il prodotto o l’opera dell’ingegno, ma la pubblica fede”. Ed ancora, si pensi alla sentenza della Cassazione Penale, sez.V, n.23982 del 04/06/2015, dove si legge:” Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 474 c.p. è sufficiente e necessaria l'idoneità della falsificazione a ingenerare confusione, con riferimento non solo al momento dell'acquisto, bensì alla loro successiva utilizzazione, a nulla  rilevando  che  il  marchio,  se  notorio,  risulti,  o  non,  registrato,  data  l'illiceità dell'uso, senza giusto motivo, di un marchio identico o simile ad altro notorio anteriore utilizzato per prodotti o servizi sia omogenei o identici, sia diversi, allorché al primo derivi un indebito vantaggio dal carattere distintivo o dalla notorietà del secondo. Invero la fattispecie di reato prevista dall'art. 474 c.p. è volta a tutelare, in via principale e diretta, non la libera determinazione dell'acquirente ma la pubblica fede, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi o segni distintivi, che individuano le opere dell'ingegno o i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione, trattandosi di reato di pericolo, per la cui configurazione non è necessaria l'avvenuta realizzazione dell'inganno”.

Essendo la contraffazione figlia del fenomeno della globalizzazione e della sempre più odierna volontà di “conformarsi”, come può una società avere la meglio nella lotta alla contraffazione quando il nemico che si cerca di sconfiggere è, paradossalmente, la società stessa?

Ed è proprio questo il cuore del problema: la lotta alla contraffazione potrà conseguire i risultati sperati solo se il consumatore verrà educato e sensibilizzato ad acquisti consapevoli. A tal fine, dovranno mobilitarsi tutte le forze utili al conseguimento dello scopo, in primo luogo, la Scuola.

Come possono le associazioni a tutela dei consumatori smuovere quell’intrinseca inerzia del cittadino che lo porta a ritenere vano qualsiasi tentativo di miglioramento solo perché “sarebbe una goccia in un oceano”?

Le associazioni dei consumatori possono svolgere un ruolo significativo nel contrasto al fenomeno della contraffazione, proprio perché rappresentano un argine rispetto ai comprensibili timori del singolo, facendosi portatrici di interessi meritevoli di tutela che, altrimenti, rischierebbero di essere sopraffatti.

Quanto, in una società come quella odierna in cui l’informazione è sempre più vincolata dalla rete, è possibile adoperare lo strumento mediatico per debellare un fenomeno che prende le mosse e si diffonde proprio nei media?

La rete è pur sempre solo uno strumento nelle mani dell’uomo. Pertanto, se gestito correttamente, potrebbe rappresentare, per il gran numero di utenti a cui si rivolge, un canale efficace per una sorta di “controinformazione”. In quest’ottica, le nuove tecnologie potrebbero rappresentare il tres d’union tra il cittadino e la sua corretta condotta sul mercato.

Redazione Liceo G. Da Procida – Salerno:
Lorito Silvia,
De Donato Marco,
Genovese Ludovica,
Cotecchia Claudio,
Parrilli Italo

 


Contraffazione: l’importanza dell’Informazione

Con questo articolo, ad integrazione dell’intervista inviata, la redazione di Salerno conclude un percorso dedicato al tema della “contraffazione”. Un fenomeno che, via via nel tempo, ha assunto dimensioni significative e che si accompagna ad altri comportamenti posti in essere in dispregio della legge.

Tale fenomeno, infatti, favorisce il lavoro nero, l’evasione fiscale e molto spesso rappresenta uno strumento privilegiato attraverso il quale la criminalità organizzata riesce a riciclare i proventi derivanti da attività illecite. Indubbiamente riuscire a sradicare questo comportamento diffuso è molto difficile sia per gli interessi economici che ruotano attorno ad esso sia per la mancanza di informazione da parte del consumatore.

Crediamo pertanto che sia di fondamentale importanza portare avanti, nell’ambito delle diverse iniziative improntate al riconoscimento del valore della legalità, un’opera di sensibilizzazione sul valore del prodotto “originale” come frutto della creatività e del lavoro di tanti.

Il progetto, al di là della retorica, si è rivelato per noi molto proficuo. Sicuramente nel corso del suo svolgimento noi stessi siamo divenuti più consapevoli dei rischi connessi al fenomeno della contraffazione e dei vantaggi, invece, che possono derivare alla società tutta premiando chi ci offre prodotti “originali”. Con questo termine vogliamo intendere non solo un bene tutelato sotto il profilo della proprietà intellettuale ma che sia anche sinonimo di qualità e sicurezza. Con tale consapevolezza ci proponiamo di essere noi stessi ambasciatori di questo importante messaggio non solo tra i nostri coetanei ma anche verso il mondo degli adulti.

Redazione Liceo G. Da Procida – Salerno:
Lorito Silvia,
De Donato Marco,
Genovese Ludovica,
Cotecchia Claudio,
Parrilli Italo

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